Bentornati nell’appuntamento con Sonny Boy Williamson II. In questo articolo approfondirò un punto molto importante dello stile di questo grande armonicista: la similarità tra i brani e i fraseggi che possiamo incontrare. Un argomento che, troppo spesso e non solo con Sonny Boy Williamson II, in Italia viene riassunto come “ma fa le stesse cose” o, anche peggio, “ma è lo stesso brano”.

È piuttosto comune, specialmente nel Blues, trovare parti o fraseggi già sentiti altrove. Fa un po’ parte della caratteristica del genere: volendo fare un paragone è un po’ come la cucina. Gli ingredienti per fare gli spaghetti al pomodoro sono sempre quelli, tuttavia non esistono due piatti di spaghetti al pomodoro uguali in tutto e per tutto tra di loro: può essere la cottura della pasta, la marca degli spaghetti stessi, il tipo di pomodoro usato, la quantità di sale e così via.

Sonny Boy II fa la stessa cosa con la musica, la differenza tra fare una fotocopia, però, e mantere interessante e fresco qualcosa di già usato è nei dettagli. Come sappiamo e abbiamo già visto negli articoli precedenti, tutto ciò che Sonny Boy Williamson II suona è pregno di dettagli. “The devil is in details” si dice in U.S.A. che traduciamo con “sta tutto nei dettagli” .

 

 

Nine Below Zero & All My Love In Vain

 

“Nine Below Zero” e “All My Love in Vain” sono due brani con moltissime caratteristiche comuni. Da vere e proprie parti, come l’intro strumentale, fino ad avere alcuni fraseggi che suonano in maniera molto simile e altri che sono praticamente identici e diventano la “firma” del nostro Sonny Boy Williamson II.

Prima di addentrarci in un’analisi più approfondita, ascoltiamo i brani: muoversi alla cieca e sulla sola teoria, in musica, non va mai bene.

 

Nine Below Zero:

 

All My Love In Vain:

 

 

A parte la velocità e la tonalità dei brani (Nine Below Zero è in DO e si muove sui 64bpm, mentre All My Love In Vain è in SOL e una velocità di 105bpm), percepiamo immediatamente l’introduzione praticamente uguale.

 

 

Intro “Nine Below Zero”

Nine Below Zero Intro

 

 

Intro “All My Love In Vain”

All My Love In Vain Intro

La primissima cosa che salta all’occhio sono le prime quattro misure: se pur con delle lievissime differenze, Sonny Boy usa lo stesso “modulo” basato sui fori 3 e 4, per creare una maggiore tensione con il quinto foro aspirato; le successive quattro misure vedono altre particelle che sono proposte, sui due brani, in maniera quasi identica.

Alla fine dell’ottava misura c’è forse uno dei riff più riconducibili al nostro: 3 aspirato con bending di mezzo tono, 3 con bending di un tono, rapido passaggio sul 2 aspirato per tornare a marcare il 3 aspirato piegato di un tono.

 

In pratica, a parte la differente velocità e le diverse tonalità, le frasi usate sono le stesse, anche chiudendo l’intro che si conclude sulle ultime tre misure con gli stessi fraseggi distinguibili dall’uso o meno del wah-wah nella misura 11 e dal fatto che usa un 2 piegato di un tono per introdurre quel turn-around (sul levare del quattro, su Nine Below Zero) o della ghost-note sul due soffiato (All My Love In Vain).

 

Ascoltiamo di nuovo i due brani e cerchiamo di capirne le caratteristiche: si tratta di usare la stessa mappa, passare per la stessa strada ma con delle piccole sfumature differenti che rendono unico il nostro viaggio, ogni volta che lo facciamo. Iniziamo ad allenare il nostro ascolto a percepire queste differenze e esercitiamoci a ripeterle consciamente: il nostro modo di suonare diventerà ricco e maturo con il tempo. Non serve suonare a velocità folli o imparare milioni di fraseggi, ci serve capire come usare gli ingredienti che conosciamo per proporre il nostro “menù musicale”.

Per farlo dobbiamo imparare a distinguere le sfumature e i dettagli. Un esempio? L’accordo sui fori 123, soffiando o aspirando, ha due ruoli ben diversi, ma ascoltiamo come lo usa Sonny Boy e dove lo inserisce facendo attenzione a ciò che arriva prima e dopo e a quanto peso dia a quei tre fori. Credo sia un tocco di magia unico.

 

 

Nine Below Zero & All My Love In Vain: dalle similarità a due mondi differenti.

 

Entrambi i brani sono storie d’amore, tipiche del Blues, narrate da un cantastorie come non ce ne sono più e suonate dallo stesso con una maestria che ormai è più unica che rara.

Sono storie diverse, però, così come sono diversi i contenuti musicali e le possibilità che due brani così diversi nella velocità permettono.

Come in molti casi all’interno di questa musica, la canzone è caratterizzata dal contenuto e non solo dall’introduzione: questo significa che è poi importante ascoltarla dall’inizio alla fine. (Piccola parentesi: ho sentito e visto fin troppi gruppi di “professionisti” accompagnare musicisti americani nel nostro paese e ritrovarsi sul palco e perdersi su ciò che era la peculiarità della canzone: questo è un segnale importante di pressapochismo e di mancanza di rispetto verso la musica. O di paraculismo).

Approfondendo ciò che Sonny Boy Williamson II suona nei due brani, scopriamo come su Nine Below Zero si suoni delle risposte più malinconiche ed evocative, rispetto a quelle ostinate e ripetitive di All My Love In Vain. Riflette con maestria lo spirito dei due mondi musicali diversi;

Sulla solistica di queste due canzoni, invece, troviamo un sacco di materiale utile al nostro bagaglio musicale. In Nine Below Zero ci sono un sacco di glissando che ci portano verso l’ottava alta dell’armonica e che richiedono una precisione chirurgica per essere eseguiti come si deve; troviamo vibrati tipici del sound “williamsoniano” e dobbiamo avere fatto i compiti a casa: su un’armonica in FA non si scherza con la timbrica, siamo già sul regime delle armoniche acute e suonare quei fori alti è rischioso. Timbro pastoso è l’imperativo qui.

In All My Love In Vain, invece, è abbondante l’uso dei wah-wah che sono sempre sincronizzati sul tempo del brano e che non perdonano incertezze ritmiche. La frase in decima misura del solo, dove troviamo una serie di due piegati di mezzo tono, dimostra il controllo di intonazione e di uso dell’aria che sono necessari per suonare davvero Sonny Boy Williamson II: fa dei micro-bending espressivi partendo da leggermente più in basso, rispetto alla nota di arrivo, che rendono tutto gustoso e stiloso come nessun altro riesce, davvero, a consegnarci.

 

 

 

Alla fine…

 

Sul finale dei due brani abbiamo la spaccatura maggiore. Mentre il primo brano conclude con un break a fine strofa cantata (un classico del Blues), dal quale Williamson riparte con l’ultima frase finale, su All My Love In Vain cambia qualcosa. Williamson, infatti, ci regala un giro strumentale dove ripropone insistentemente le risposte al cantanto, variandole in funzione dell’accordo, arrivando al finale.

Il finale, a differenza di Nine Below Zero sul quale rimbalza sui fori 5 aspirato e 6 soffiato concludendo sul 2 aspirato, su All My Love In Vain vede Sonny Boy usare una scala pentatonica maggiore alla quale aggiunge un IV grado (il 4 soffiato) per un appoggio più melodico. Geniale nella semplicità, perfetto nell’efficacia.

 

Finale “Nine Below Zero”

 

Finale “All My Love In Vain”

 

 

Per scoprire tutti i dettagli delle due canzoni, puoi scaricare le tablature complete da qui:

 

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Alla prossima puntata su Sonny Boy Williamson II!