Dopo aver parlato delle tre scale fondamentali per il Blues e come usarle torno sull’argomento per approfondire questi concetti.

L’armonica ci fornisce una serie di combinazioni, grazie ai bending e senza addentrarci nei microtoni (anche se tipici del nostro strumento, specialmente diatonico), che ci permettono di espandere facilmente le 3 scale: pentatonica maggiore, pentatonica minore e Blues.

Infatti, parlando di gradi, possiamo usare nella nostra improvvisazione tutti i seguenti:

 

I IIb II IIIb III IV Vb V VIb VI VIIb VII

 

Il punto è che mentre usando le scale e i modi (posizioni) abbiamo una selezione di queste note, quando vogliamo espandere i nostri fraseggi e renderli maggiormente musicali dobbiamo staccarci dalle scale e inserire altre note, altri sapori, altri colori, altri ingredienti.

 

CAPIRE LE NOTE

La necessità che sento più spesso dai miei studenti e da altri armonicisti è il comprendere perché tale armonicista ha deciso di usare quella nota.

Credo che la questione, in questo caso, sia da porre in modo diverso. Come mai, invece, ti stupisce l’uso di quella nota o di quelle note?

La risposta potrebbe trovarsi nel fatto che non sei abituato (o abituata) ad usare quella nota? Non hai in testa l’effetto che con quella nota ottieni. Questo non si trova per caso, ma suonando attivamente lo strumento e sperimentando. Chiaramente farlo alla cieca non porta risultati ottimali in tempi apprezzabili, tuttavia c’è un modo di poterci orientare ottimizzando la nostra scoperta musicale.

Qui sotto ho inserito alcuni vocaboli suggestivi come guida per l’effetto musicale che ogni grado crea o dovrebbe creare. Ho usato sapori, colori e toni della frase per creare tre collegamenti: olfattivo/gustativo, visivo, discorsivo.

 

GRADOSAPORECOLORETONO DELLA FRASE
Ineutrobiancofine della frase
IIbmolto salatoviolaleggera concitazione
IIaffumicato e speziatoarancioneleggera agitazione
IIIbleggermente piccanteverde chiaro accesotensione passiva
IIIagrodolcegiallotensione
IVacidulosenapedomanda retorica
Vbamarognoloblu scurominaccia
Vfrescorossoaffermazione aperta
VIbzuccheroazzurro chiarotono infastidito
VIleggermente salatoazzurrodomanda sospesa
VIIbstagionatoblu elettricodomanda aperta malinconica
VIIzuccheratofucsiamancanza di complemento

 

Per quanto possa sembrare aleatorio, iniziare a riconoscere come collocare, almeno in modo ideale e suggestivo, ogni grado in funzione dell’effetto che crea ci mette in una posizione previlegiata durante l’improvvisazione, lo studio dei fraseggi, l’ampliamento del lessico musicale e dell’uso pro attivo delle scale.

 

Ma alla fine, come si suonano le scale?

Mi piace pensare alle scale come a delle “barriere architettoniche” della musica. Sono utilissime per capire come un gruppo di note possa lavorare interagendo e come alcune selezioni di note (o di modi/posizioni) siano favorevoli alla costruzione di frasi adatte ad un certo contesto.

Tuttavia, suonarle avanti e indietro non porta a nulla, se non ad un esercizio meramente tecnico ottimo per costruire la memoria muscolare che ci porta a suonare correttamente le singole note.

Costruire lo studio andando avanti e indietro sulle scale porta solo a questo, affrontarle in modo più furbo invece ci aiuta ad allenare la musicalità.

Nel prossimo articolo capiremo insieme un metodo di studio delle scale che porti a risultati veri, con degli esempio audio/video.

 

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