Utilizzare il principio delle posizioni sull’armonica cromatica potrebbe sembrare un controsenso. “Se lo strumento è cromatica non ha senso parlare di posizioni”. È vero.

Arrivando però dal mondo della diatonica un collegamento del genere può esserci utile. Quando parliamo di posizioni, in realtà, non facciamo altro che parlare di “scale relative” o di “modi della scala maggiore”, sulla cromatica questo approccio diventa ancora più ampio.

Sulla diatonica siamo legati al modo musicale che ogni posizione ci offre (in maniera più o meno stretta: dipende dalla nostra abilità di ricavare altre note usando bending e overbending), quando suoniamo la cromatica possiamo espandere questo legame, grazie alla facilità di modificare le note che ci servono per deviare dal modo musicale con il tasto di registro.

Usiamo un’armonica cromatica in DO come esempio.

Se sto suonando un brano in DO MAGGIORE NATURALE ho tutte le note della scala maggiore a disposizione, senza premere il tasto. Se voglio cambiare atmosfera, pur rimanendo in tonalità maggiore, posso usare sapientemente il tasto del registro e ottenere un DO MAGGIORE LIDIO (alzando il quarto grado, il FA diventa FA#) oppure un DO MAGGIORE MISOLIDIO (alzando il sesto grado, facendolo diventare un settimo bemolle che sostituisce il settimo grado, suonerò quindi LA e SIb, o LA#).

Tuttavia posso anche alterare altre note della Scala Maggiore per ottenere scale minori. Nel caso del Do Maggiore, basterà suonare una terza bemolle e una settima bemolle per farlo diventare DORICO, sostituendo a questo modo il sesto grado con un sesto bemolle ottengo un MINORE NATURALE, aggiungendo il secondo grado bemolle di quest ultimo ottengo un FRIGIO e alterando il quinto grado del Frigio ottengo un LOCRIO.

 

Ragionando al contrario

Se ho chiaro in testa quali modi trovo su ogni posizione (vedi tabella), posso ricavare tutti i modi musicali che voglio, sulla cromatica, alterando i modi. Vediamo quali sono, intanto, i modi delle diverse posizioni.

 

POSIZIONEMODOALTERAZIONI (rispetto alla scala maggiore)
PrimaMaggiore Naturale/
SecondaMisolidio (maggiore)VIIb
TerzaDorico (minore)IIIb VIIb
QuartaMinore Naturale (minore)IIIb VIb VIIb
QuintaFrigio (minore)IIb IIIb VIb VIIb
SestaLocrio (diminuito)IIb IIIb Vb VIb VIIb
DodicesimaLidio (maggiore)IV#

 

Partendo da questi modi e da queste alterazioni, posso immediatamente individuare quale sarà il “modi di partenza” suonando in una specifica tonalità su un’armonica cromatica in DO.

Ad esempio se con una cromatica in DO sto suonando un brano in SOL, suonando la successione di note che fa da SOL (terzo foro soffiato) a SOL (settimo foro soffiato) troverò un modo Misolidio (quindi la settima nota sarà bemolle rispetto alla scala maggiore naturale di SOL). Per ottenere una scala maggiore naturale di SOL, invece, dovrò suonare il 6 foro aspirato sulla cromatica (che corrisponde ad un FA) con il registro premuto, in modo da suonare un FA#.

La stessa cosa vale per tutte le altre tonalità: ho un modo di partenza da “alterare” per ritornare ad una tonalità maggiore naturale (o per spostare in uno degli altri modi musicali possibili).

 

Ecco perché su un brano come “Both Sides Of The Fence” di Charlie Musselwhite, suonato in LA MAGGIORE, troviamo un assolo suonato su un’armonica cromatica in DO: sfrutta con musicalità ed intelligenza proprio questo particolare approccio, molto più musicale e propedeutico per suonare la cromatica da “cromatica” pur rimanendo nel contesto Blues.

 

 

 

 

Come si nota facilmente, l’intro e il finale sono suonati in seconda posizione su un’armonica diatonica in RE, mentre il solo è su un’armonica cromatica in DO.

 

 

Versatilità, suono ed espandere i limiti.

Musselwhite è prima di tutto un musicista: ha sempre regalato innovazione sull’armonica, senza perdere la sua enorme e gigantesca identità Blues. Non si è mai limitato a giocare comodo e nella confort zone, ma ha sempre cercato di esplorare posizioni e sonorità, piuttosto che mostrare tecnica ed effetti. Per questo l’ho sempre ammirato.

L’utilizzo della cromatica in questo solo permette di cambiare innanzitutto sonorità. La cromatica, infatti, è più pastosa, ricca, rotonda, specialmente suonata ad ottave come succede qui. Inoltre la versatilità dello strumento permette di espandere ulteriormente il concetto che abbiamo visto poco fa: alterare le note che ci servono.

In questo meraviglioso assolo, infatti, Charlie si destreggia tra diversi percorsi armonici.

Inizia con una scala pentatonica minore discendente. Sappiamo che la pentatonica minore è la sorella più stretta della scala Blues tradizionale. Per evitare di cadere nel minore, però, enfatizza subito dopo il passaggio tra settima bemolle e settima maggiore, usando il tasto del registro.

Sul cambio di accordo in IV grado, sulla cromatica in DO, sta suonando in terza posizione e usa le note di una scala Blues: è facilmente riconoscibile una Vb e una VIIb che passa immediatamente in VII e I grado per mantenere il sapore maggiore.

Quando il giro entra in V grado e IV grado accade una cosa molto interessante: l’uso dell’intervallo di seconda minore. Suona quindi la tonica dell’accordo e il secondo grado bemolle. Senza overbending è impossibile da ottenere su una diatonica, ma è un intervallo (distanza tra le due note) interessantissimo.

Lo ritroviamo, infatti, in alcuni classici come Per Elisa e come il tema del film “Lo Squalo”. Tuttavia, invertendo un questo intervallo ne otteniamo uno di settima maggiore: magie della musica che un corso di teoria musicale serio può spiegarvi (e che non è lo scopo di questo articolo)!

Il secondo giro di assolo si basa sugli stessi concetti, spostati su un’ottava più alta dell’armonica. Qui Musselwhite usa una 16 fori. Una cromatica a 16 fori è una delle armoniche più divertenti da suonare e sia Hohner che Seydel hanno dei modelli interessantissimi. Dai un’occhiata al sito de La Bottega Dell’Armonica (i miei studenti hanno un 5% di sconto fisso!)

 

Per avere chiaro tutto ciò che succede su questo brano ed esercitarti a suonare l’armonica cromatica Blues in modo meno scontato, trovi la tablatura completa del brano qui sotto. Ci vediamo al prossimo articolo sulla CROMATICA NEL BLUES.